Vino DOCG, DOC, IGT e Vino da tavola
Fiore all’occhiello del Made in Italy, il comparto vitivinicolo italiano sta riscuotendo un grande successo nei mercati internazionali grazie al ai contenuti di tipicità, originalità e naturalità delle nostre produzioni di qualità. La produzione enologica italiana è caratterizzata da una grande diversificazione tipologica. Oggi nell’Unione Europea la produzione e la classificazione dei vini sono disciplinate da appositi regolamenti comunitari e da relative norme nazionali applicative, secondo cui i vini vengono classificati in due categorie fondamentali: VINI da TAVOLA Prodotti nella Comunità Europea vendemmiando uve autorizzate e non sottoposti a una particolare disciplina di produzione; VINI di QUALITÀ Prodotti in Regioni Determinate (VQPRD) nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione nel quale sono definiti i tipi di uva, la zona di produzione, il grado alcolico, l’invecchiamento ed altri parametri. Nel momento dell’acquisto il consumatore si confronterà con queste sigle: D.O.C.G (vini a denominazione d’origine controllata e garantita); D.O.C. (vini a denominazione d’origine controllata), I.G.T (vini ad indicazione geografica tipica) e Vino da Tavola.
VINI DOCG
Denominazione di origine controllata e garantita è stata istituita nel 1984 e viene concessa a vini già riconosciuti DOC da almeno 5 anni rispetto ai quali hanno dei disciplinari di produzione specifici e più restrittivi. Questo è un riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale. Attualmente sono 41. inoltre subiscono un controllo amministrativo, analitico ed organolettico prima della messa in vendita. Questi vini vengono sottoposti, prima della messa in vendita, ad un controllo amministrativo, analitico ed organolettico; debbono essere commercializzati in recipienti di capacità inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell’origine, della qualità e che consenta la numerazione delle bottiglie prodotte. Oltre alle condizioni previste per la certificazione DOC è obbligatorio anche l’imbottigliamento nella zona di produzione.
VINI DOC
Denominazione di origine controllata. È stata istituita nel 1963 e viene concessa a prodotti di qualità con una precisa origine territoriale Si tratta di vini di qualità, originari di zone limitate (di solito di piccole/medie dimensioni), recanti il loro nome geografico). Attualmente sono 317. Le caratteristiche enochimiche (estratto secco, acidità totale, ecc.) ed organolettiche (colore, odore, sapore) devono rispettare i parametri dettati dai cosiddetti “Disciplinari di produzione”, i quali fissano anche i quantitativi di uve che possono essere ottenute per ettaro di vigneto, la resa di trasformazione uva/vino, la gradazione alcolometrica minima naturale ed al consumo, ecc.. In pratica, tutto il ciclo produttivo (dal vigneto alla bottiglia) deve essere conforme a quanto stabilito dal disciplinare di produzione. I vini a denominazione di origine controllata sono controllati, anche qualitativamente: prima di essere posti in commercio devono essere sottoposti ad una analisi chimico-fisica ed organolettica da parte di apposite Commissioni di degustazione, istituite presso ogni Camera di commercio, che accerta la loro rispondenza ai requisiti prescritti dalla legge.
VINI IGT
Infine esistono in commercio vini che riportano in etichetta la sigla IGT “Indicazione Geografica Tipica” . E’ un riconoscimento di qualità che viene attribuito a vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con un disciplinare produttivo poco restrittivo. L’indicazione può essere accompagnata da altre menzioni, quali quella del vitigno. I vini IGT sono gli omologhi dei francesi “Vin de Pays” e dei tedeschi “Landwein”.Nella scala dei valori enologici gli IGT si collocano immediatamente su un livello inferiore ai DOC e DOCG. L’ assegnazione del marchio IGT rappresenta quindi un importante passo in avanti qualitativo per un gran numero di vini italiani, che dopo un quinquennio possono aspirare alla DOC. Ciò significa anche consentire al produttore un’ ulteriore diversificazione tipologica dei propri vini per rispondere alle molteplici esigenze del mercato e offrire al consumatore nuove opportunità di trovare sugli scaffali vini a prezzi convenienti.
Vino da tavola
Vini prodotti nella Comunità Europea utilizzando le uve autorizzate, e che non sono sottoposti ad un particolare disciplinare di produzione. Questa categoria identifica i vini prodotti con uve autorizzate, senza dover rispettare particolari disciplinari di produzione; solitamente si tratta dei vini da tavola “veri e propri”, cioè quelli generici di qualità più modesta, che possono riportare sull’etichetta la sola indicazione “Vino da tavola” ed il nome o la ragione sociale dell’imbottigliatore; facoltativamente possono riportare l’indicazione del colore (Bianco, Rosato, Rosso), ma non il o i vitigni utilizzati e l’anno di produzione. Tuttavia la dicitura vino da tavola non è sempre sinonimo di “scarsa” qualità ma semplicemente di non appartenenza ad alcun disciplinare di produzione. Non è quindi raro trovare vini da tavola di grande qualità e prestigio.





